1 July 2026

LA PAROLA A…

SALUMI ITALIANI: LA CAMPAGNA “BUONI A SAPERSI” E L’OSSERVATORIO IVSI.
INTERVISTA A MONICA MALAVASI, DIRETTRICE IVSI E ELISABETTA BERNARDI, SPECIALISTA IN SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE, BIOLOGA E NUTRIZIONISTA.

Lo scorso 25 giugno sono stati diffusi i dati dell’Osservatorio IVSI, lo strumento di ricerca che accompagna la campagna “Buoni a Sapersi” e che fotografa il rapporto degli italiani con i salumi. L’indagine racconta come stanno cambiando percezioni, consumi e bisogni informativi: dai dati emerge un consumatore più consapevole, ma anche desideroso di ricevere informazioni corrette e scientificamente fondate.

Per comprendere meglio il progetto e i risultati dell’indagine abbiamo intervistato Monica Malavasi, Direttrice di IVSI – Istituto Valorizzazione Salumi Italiani. A Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista, abbiamo invece chiesto di interpretare i dati dal punto di vista nutrizionale.

Monica Malavasi: il progetto e i dati dell’Osservatorio

  • Perché IVSI ha deciso di promuovere la campagna “Buoni a Sapersi” e qual è il ruolo dell’Osservatorio?

In un contesto caratterizzato da una crescente attenzione verso alimentazione e salute, ma anche dalla diffusione di informazioni spesso parziali o semplificate, IVSI – Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, con il sostegno di ASSICA – Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, ha avviato la campagna informativa Buoni a Sapersi, al cui centro trova spazio l’Osservatorio di IVSI, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi. L’obiettivo è promuovere una corretta informazione scientifica sui salumi, contrastando eccessive semplificazioni e allarmismi in un panorama informativo spesso impreciso e frammentato.

  • Come è stato costruito l’Osservatorio?

Abbiamo svolto due tipi di analisi: da una parte una ricerca quantitativa realizzata da AstraRicerche su oltre 1.200 italiani, dall’altra il monitoraggio di oltre 10.000 conversazioni online condotta da Extreme. Questo ci consente di capire sia ciò che gli italiani dichiarano, sia ciò di cui parlano spontaneamente sul web e sui social.

  • Qual è il principale messaggio che emerge dalla ricerca?

Ci troviamo di fronte a un consumatore molto più consapevole rispetto al passato. Gli italiani continuano a consumare salumi, ma chiedono informazioni più approfondite, trasparenti e verificabili. In particolare, emerge un bisogno di chiarezza sui valori nutrizionali, sugli ingredienti, sulla provenienza delle materie prime e sul ruolo dei salumi all’interno di una corretta alimentazione. Questo dimostra quanto sia importante continuare a fare informazione di qualità.

  • Quanto pesa ancora la disinformazione?

Continua ad avere un impatto significativo. La ricerca evidenzia come molte convinzioni diffuse siano percepite dagli stessi consumatori come eccessive o semplificate. È interessante osservare come gli italiani dimostrino oggi una maggiore capacità critica rispetto al passato e siano sempre più alla ricerca di fonti autorevoli. Proprio per questo, l’Osservatorio nasce come luogo di confronto basato sulle evidenze scientifiche e non sulle opinioni.

  • Cosa emerge dalle conversazioni online?

Le ricette rimangono il tema dominante, ma salute e alimentazione rappresentano ormai il secondo argomento più discusso sui salumi. Le persone cercano informazioni pratiche: come inserire i salumi nella dieta, con quale frequenza consumarli, come interpretare ingredienti ed etichette. È un cambiamento importante, che ci conferma quanto sia necessario costruire una comunicazione semplice ma rigorosa.

  • Gli italiani continuano a fidarsi delle fonti scientifiche?

Assolutamente sì. Medici e nutrizionisti restano il punto di riferimento principale quando si parla di alimentazione. Per questo abbiamo scelto di affiancare all’Osservatorio un’attività di divulgazione scientifica affidata a professionisti qualificati, affinché ogni contenuto possa essere interpretato correttamente.

  • Il primo focus è dedicato al prosciutto cotto. Cosa emerge?

È il salume che più di ogni altro richiama ricordi familiari e quotidianità. Le nostre ricerche mostrano un rapporto stabile con questo prodotto, che continua a essere percepito come versatile e adatto a tutta la famiglia. Anche online emerge una narrazione molto positiva, legata alla praticità, alla convivialità e alla semplicità d’utilizzo.

Elisabetta Bernardi: il commento scientifico sui dati

  • Quasi quattro italiani su dieci dichiarano di sentirsi poco informati sui valori nutrizionali dei salumi. Come interpreta questo dato?

È probabilmente il risultato più interessante. Le persone non chiedono slogan, ma strumenti per comprendere meglio il significato nutrizionale degli alimenti e inserirli consapevolmente nella propria alimentazione. La divulgazione scientifica ha proprio questo compito: trasformare concetti complessi in informazioni comprensibili senza perdere rigore.

  • Conservanti e additivi sono ancora tra le principali preoccupazioni. Cosa risponde a chi solleva questo tema?

È un tema che richiede chiarezza. Gli additivi autorizzati hanno funzioni tecnologiche precise, sono regolamentati, controllati e dichiarati in etichetta. È importante spiegare non solo la loro presenza, ma anche il motivo del loro utilizzo, evitando semplificazioni che finiscono per alimentare paure ingiustificate.

  • Anche il tema del rischio oncologico continua a essere oggetto di discussione.

Sì, ed è forse quello che più necessita di una corretta interpretazione. Le evidenze scientifiche non invitano a demonizzare un alimento, ma a considerare quantità, frequenza di consumo e qualità complessiva della dieta. La prevenzione si costruisce attraverso uno stile alimentare equilibrato e uno stile di vita sano, non eliminando singoli alimenti.

  • Qual è quindi il messaggio nutrizionale più corretto?

Parlare di equilibrio. Ogni alimento deve essere considerato nel contesto della dieta nel suo insieme. Per questo è fondamentale ragionare in termini di porzioni, frequenza di consumo, varietà delle fonti proteiche e presenza quotidiana di verdura, frutta, cereali integrali e legumi.

  • Anche il prosciutto cotto viene spesso percepito come un alimento “rassicurante”. Perché?

Perché è un alimento che appartiene alla nostra cultura alimentare e alle abitudini quotidiane. Dal punto di vista nutrizionale può trovare spazio in una dieta equilibrata, se consumato nelle giuste quantità e inserito all’interno di pasti completi. Il vero messaggio non è stabilire se un alimento sia “buono” o “cattivo”, ma aiutare le persone a costruire un modello alimentare corretto nel suo complesso.

  • Quale contributo può offrire oggi una comunicazione scientifica corretta?

Può aiutare le persone a distinguere tra rischio reale e rischio percepito. In un contesto in cui le informazioni circolano molto velocemente, il ruolo della divulgazione è fondamentale: offrire dati verificati, spiegare il significato delle evidenze scientifiche e fornire strumenti per compiere scelte alimentari consapevoli.

 

⇒ Visita il sito web della campagna 

 

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