DUE NUOVI CONSORZI IN SALUMITALIA: IL CONSORZIO DEI SALUMI DI CALABRIA DOP E IL CONSORZIO DI TUTELA E PROMOZIONE DEL CRUDO DI CUNEO DOP.
Entrano a far parte di Salumitalia – Consorzi Indicazione Geografica, il Consorzio di Tutela dei Salumi di Calabria DOP e il Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo DOP. Le nuove adesioni estendono la rete associativa a due importanti realtà produttive, offrendo una rappresentazione ancora più ampia della ricchezza e della diversità che caratterizzano le Indicazioni geografiche della salumeria italiana.
Di seguito, le interviste ai Presidenti dei due nuovi Consorzi aderenti, che illustrano il valore e l significato dell’ingresso in Salumitalia, le specificità delle rispettive produzioni e le prospettive connesse a questa nuova collaborazione.
ANNA MADEO – PRESIDENTE DEL CONSORZIO DEI SALUMI DI CALABRIA DOP
- Presidente, è recente la costituzione del nuovo Consorzio di tutela dei Salumi di Calabria DOP. Un traguardo importante per la crescita e lo sviluppo delle 4 indicazioni di origine protetta.
Il nuovo Consorzio di Tutela Salumi di Calabria DOP è diventato pienamente operativo con il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, conferito con decreto del 25 febbraio 2026 e reso pubblico nei primi giorni di marzo. Con questo provvedimento il Consorzio ha ricevuto l’incarico di svolgere le funzioni di promozione, valorizzazione, vigilanza e tutela delle quattro denominazioni: Capocollo di Calabria DOP, Pancetta di Calabria DOP, Salsiccia di Calabria DOP e Soppressata di Calabria DOP. Si è trattato di una ripartenza importante per l’intera filiera, che ha restituito alla Calabria un presidio unitario e rappresentativo per la salvaguardia e la valorizzazione delle proprie eccellenze.
- Quali sono state le prime linee di intervento del nuovo Consorzio e quali le priorità per il futuro?
In questi primi mesi di attività abbiamo già iniziato a dare concretezza agli obiettivi che ci siamo posti con la nascita del nuovo Consorzio. Abbiamo partecipato a un’importante fiera internazionale come Tuttofood a Milano, e prossimamente al Sial di Parigi, portando le nostre DOP in un contesto di grande visibilità, e abbiamo presentato diversi progetti dedicati alla promozione e alla formazione. Sono due direttrici sulle quali intendiamo investire con convinzione: promuovere significa far conoscere sempre meglio il valore, la qualità e l’identità dei nostri salumi DOP, mentre formare significa creare maggiore consapevolezza lungo tutta la filiera e costruire le condizioni per una crescita solida e duratura.
Siamo particolarmente soddisfatti della grande rappresentatività raggiunta dal Consorzio, che oggi riunisce il 98% della produzione. È un risultato importante, che testimonia la compattezza della filiera e che, allo stesso tempo, ci affida una grande responsabilità nei confronti delle imprese, dei produttori e dell’intero territorio calabrese.
Il nostro sguardo è già rivolto al futuro. Ci auguriamo che questo percorso possa presto arricchirsi con nuovi riconoscimenti per altri prodotti della salumeria calabrese. La Calabria possiede un patrimonio di produzioni, competenze e tradizioni ancora in parte da valorizzare e tutelare e, come Consorzio, vogliamo contribuire a trasformare questo patrimonio in nuove opportunità per le imprese, per i territori e per l’intera filiera agroalimentare regionale.
- In questo scenario di crescita e nuovi percorsi, quale valore riveste per il Consorzio l’ingresso in SalumItalia e in che modo questa adesione potrà contribuirà a rafforzare la valorizzazione e la salvaguardia sulle quattro DOP calabresi?
Entrare nella grande casa di Salumitalia, in cui trova rappresentanza la salumeria italiana è motivo di orgoglio: in questo importante sistema nazionale non potevano mancare le DOP della Calabria, espressione di una tradizione produttiva profondamente legata alla nostra terra e capace di raccontarla sui mercati nazionali e internazionali.
Importante per il Consorzio inserirsi nelle iniziative collettive di valorizzazione del comparto della salumeria DOP e IGP promosse da SalumItalia: fare squadra con gli altri Consorzi significa condividere competenze, progettualità e strumenti, accrescere la forza della rappresentanza e contribuire a una visione coordinata e di sistema, capace di rafforzare il posizionamento dell’intera salumeria a indicazione geografica
L’ingresso in SalumItalia assume un valore ancora maggiore perché ci consentirà di rafforzare anche un altro pilastro fondamentale dell’attività del Consorzio: la vigilanza. Il servizio di vigilanza che sarà messo a disposizione da Salumi Italia rappresenta uno strumento molto importante per tutelare le nostre denominazioni e contrastare con maggiore efficacia contraffazioni, imitazioni e utilizzi impropri che possono generare confusione sul mercato e danneggiare sia le imprese che operano nel rispetto dei disciplinari sia i consumatori.
Promozione, formazione e vigilanza devono procedere insieme: far crescere il valore delle nostre DOP significa infatti non soltanto farle conoscere, ma anche proteggerne ogni giorno l’identità, l’autenticità e la reputazione.
AMBRA FORMENTO – PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA E PROMOZIONE DEL CRUDO DI CUNEO DOP
- Presidente, il Consorzio è da poco entrato a far parte di Salumitalia. Quale significato assume per il vostro Consorzio l’ingresso in Salumitalia e in che modo questa collaborazione potrà sostenerne il rilancio e la valorizzazione del Crudo di Cuneo DOP?
Entrare a far parte di Salumitalia segna una tappa fondamentale in questo momento di rilancio. Poter contare su professionisti competenti e costantemente aggiornati, capaci di affiancare e sostenere il Consorzio nelle sue sfide, è un valore inestimabile. Sono certa che, grazie a questa sinergia, sapremo raggiungere traguardi ambiziosi valorizzando i prodotti di qualità e pregio italiani.
- Parlando proprio di prodotto, è recente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo testo di Disciplinare di produzione. Quali sono state le principali motivazioni che hanno guidato il Consorzio ad avviare l’iter di modifica e quali sono le principali novità introdotte?
Abbiamo portato avanti questo iter per adeguare il disciplinare all’evoluzione concreta della filiera del suino pesante, alle attuali pratiche produttive e al quadro normativo dell’Unione europea, senza modificare l’identità della DOP. La revisione, predisposta con l’assistenza di ASSICA e approvata dal MASAF con il parere favorevole della Regione Piemonte, aggiorna l’intero processo: caratteristiche genetiche e alimentazione dei suini, requisiti di macellazione e delle cosce fresche, lavorazione, stagionatura e parametri del prodotto finito. Vengono parallelamente aggiornate le disposizioni in materia di tracciabilità e rintracciabilità. Tra le novità più significative figurano l’età minima di macellazione portata a nove mesi, requisiti più puntuali per peso e copertura di grasso delle cosce, la stagionatura minima elevata da 10 a 14 mesi, il peso massimo a stagionatura ultimata che passa da 12 a 13,5 kg, la riduzione del contenuto di sale e modalità di identificazione più flessibili. L’obiettivo è rendere le disposizioni più aderenti alle attuali caratteristiche produttive della filiera, mantenendo al contempo aggiornate le prescrizioni relative alla tracciabilità, all’identificazione e alla conformità alla normativa dell’Unione europea.
- Un’ultima domanda, quali sono le prossime sfide del Consorzio e su quali iniziative punterete per rafforzare la notorietà e il valore del Crudo di Cuneo DOP?
Le prossime sfide del Consorzio sono focalizzate su un obiettivo in particolare: consolidare il riconoscimento del Crudo di Cuneo DOP, partendo dal mercato italiano per poi estendere la nostra presenza a livello internazionale. Essendo un prodotto di eccellenza, relativamente giovane e oggi oggetto di un rilancio nel panorama delle DOP, intendiamo investire su iniziative di notorietà che trasmettono al pubblico – dai consumatori agli operatori del settore – i valori di questa DOP.
Il crudo di Cuneo è l’unione di una filiera corta che garantisce tracciabilità e basso impatto ambientale, una qualità dettata dal rispetto del disciplinare e attenta selezione del prodotto e una lavorazione eseguita nel rispetto di una tradizione.