MARTIN KNOLL, DIRETTORE DEL CONSORZIO TUTELA SPECK ALTO ADIGE
- Direttore, il 2025 si chiude in un contesto economico complesso. Che bilancio dell’anno ci può riassumere per lo Speck Alto Adige IGP?
Il 2025 è stato senza dubbio un anno impegnativo, ma allo stesso tempo di consolidamento strategico per il nostro Consorzio. Abbiamo certificato 2.551.323 baffe di Speck Alto Adige IGP, pari al 39,2% della produzione complessiva delle aziende associate. Un dato che, pur registrando una lieve flessione rispetto all’anno precedente, conferma il ruolo centrale dell’IGP nel posizionamento qualitativo del prodotto.
Il mercato italiano si conferma il nostro principale punto di riferimento, assorbendo il 68% della produzione, con una forte concentrazione in Alto Adige e nel Nord Italia e una crescita progressiva nel Centro e Sud del Paese. L’export rappresenta il 32% dei volumi: la Germania resta il primo mercato estero con il 24,8%, seguita da Stati Uniti, Francia, Svizzera e Austria. Sono numeri che dimostrano la solidità della nostra filiera produttiva, composta da 26 produttori, e la capacità di mantenere competitività anche in uno scenario sfidante.
- Qualità e tutela del marchio sono da sempre pilastri della vostra attività. Quali azioni concrete avete portato avanti nel 2025?
La qualità è da sempre il fondamento della nostra denominazione. Nel 2025 abbiamo effettuato 370 visite ispettive lungo la filiera, controllando oltre 100.500 cosce fresche e 54.800 baffe stagionate, oltre a svolgere analisi microbiologiche e organolettiche sul prodotto finito.
Abbiamo inoltre monitorato 1.336 punti vendita in Italia e 100 all’estero per verificare la corretta etichettatura, raggiungendo un tasso di conformità del 93,8%. Un risultato molto positivo.
La collaborazione con il Controllo Qualità Alto Adige (SQK) si è ulteriormente rafforzata: nel 2025 sono stati effettuati sopralluoghi in 209 punti vendita tra il Nord Italia e la Germania meridionale, con 632 campioni controllati su 1.887 ispezioni complessive. Solo nel 2% dei casi sono emerse lievi non conformità, esclusivamente di carattere estetico. Questo conferma l’elevatissima coerenza qualitativa del nostro prodotto.
A supporto di tutto ciò, è entrato pienamente a regime il nuovo portale digitale di certificazione, uno strumento strategico per la tracciabilità, la gestione dei dati produttivi e la rendicontazione in ambito sostenibilità.
- Il 2026 segnerà i 30 anni dal riconoscimento come IGP. Come vi state preparando e quali sono le prospettive future?
Il traguardo dei 30 anni rappresenta per noi non solo una celebrazione, ma un momento di riflessione e rilancio. In questi tre decenni lo Speck Alto Adige IGP è diventato simbolo del nostro territorio e della nostra competenza produttiva.
Nel 2025 abbiamo investito molto in comunicazione e promozione, con la campagna televisiva nazionale “UNESPECKTED: il secondo che non ti aspeckti”, eventi di grande richiamo come la Festa dello Speck a Brunico e una prestigiosa partnership con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, che ci sta offrendo una vetrina internazionale straordinaria.
Abbiamo inoltre proseguito i progetti europei e le attività di internazionalizzazione, senza dimenticare l’impegno formativo: oltre 12.000 alunni di 427 scuole primarie in Lombardia e Veneto sono stati coinvolti in iniziative didattiche dedicate.
Guardando al 2026, continueremo a lavorare con visione e responsabilità per rafforzare ulteriormente qualità, tutela del marchio e presenza sui mercati. I 30 anni dell’IGP saranno l’occasione per raccontare l’evoluzione di un prodotto che, anno dopo anno, ha saputo coniugare tradizione e innovazione.